Studiare per conoscere – Herbert Benson

Ago 5, 2022 | Studiare, conoscere, imparare

E’ la vita della margherita portarsi con lo stelo fuori dal caldo e sicuro terreno, ed emergendo nell’aria fiorire aprendosi ad ogni possibile evenienza. Le sue radici sono nella terra, il suo capolino è nell’aria, in mezzo agli elementi. Così è per ogni essere. La Terra è un campo di vita, è un terreno fertile di esperienza. Poco importa all’Anima la furia degli elementi, la difficoltà delle prove. Essa ama Imparare e vive per conoscere. Adora le fragilità perché sono il suo terreno di esperienza, e il luogo di battaglia in cui conosce se stessa. Non ama le fragilità per sguazzarci come un’anatra in un laghetto e godersele come un luogo in cui restare. Sono il quaderno su cui scrive la sua lezione da imparare. Imparare la riempie di gioia e con assiduità e fervore ci si dedica. Se si guarda intorno vede altre Anime impegnate allo stesso modo e questo gliele rende vicine. Non sente conflittualità verso nulla perché SA che ogni cosa è ESPERIENZA, e che questo è il TERRENO DELLA VITA.

Studiare è una delle cose che più amo fare. Leggere è il tessuto portante della mia vita. Qui voglio condividere letture e studi che mi hanno appassionato e nutrito.

Herbert BENSON con MARG STARK, Credere per poter guarire, Sperling & Kupfer Editori, 1997

Ho incontrato tanti anni fa casualmente in libreria Credere per poter guarire di HERBERT BENSON, e da allora l’ho sempre seguito, incoraggiato a leggerlo e insegnato la semplice tecnica da lui proposta per evocare la risposta di rilassamento tanto importante per la nostra salute e tanto ignorata in gran parte della medicina.

Cardiologo americano, Professore di medicina alla Harvard Medical School, Herbert Benson è stato una pietra miliare per i suoi studi sulla medicina mente corpo.

Questo libro, scritto nel ‘96 e dedicato Alla vita! è tuttora uno dei testi da me più amati, un’opera straordinaria che ogni tanto rileggo e che ho sempre consigliato a pazienti e corsisti. Purtroppo e inspiegabilmente non più ristampato potete trovarlo solo in biblioteca. Anche per questo riporto qui alcuni passaggi.

Il suo titolo in inglese è Timeless healing: “una fonte di guarigione che non si esaurisce mai”, qualcosa di eternamente vero nella fisiologia e nell’esperienza umane” che è “la capacità che gli individui hanno di curare se stessi“.

È incredibile – dice Benson – che la scienza medica, nella sua passione per la preservazione della vita, abbia potuto trascurare le motivazioni in base alle quali il genere umano trova la forza di andare avanti, il senso stesso dell’esistenza, ciò che rende le persone assetate di salute e di longevità. Questo libro contiene molti consigli pratici basati su tali fattori primordiali.”

Accanto a farmaci e chirurgia quando necessari, Benson individua un terzo elemento tanto potente quanto trascurato, benchè sperimentato e scientificamente dimostrato: l’AUTOCURA, ossia “tutto ciò che ognuno di noi può fare per migliorare le proprie condizioni di salute senza l’aiuto di un medico o di un altro terapeuta, ivi comprese le tecniche per utilizzare i benefici della risposta di rilassamento, del benessere ricordato e del fattore fede, ma anche l’alimentazione, l’esercizio fisico e il controllo dello stress.

Naturalmente all’inizio si può aver bisogno di un medico o di un terapeuta anche non convenzionale per apprendere le tecniche e imparare a conoscere a poco a poco il proprio corpo con i suoi alti e bassi, ma poi si può diventare artefici della propria salute e vita dedicandovisi con regolarità e con piacere.

Non ho il minimo dubbio sul fatto che le tecniche di autocura, in qualsiasi contesto vengano inserite, possano portare grandi benefici per la salute, la tranquillità e la produttività della gente.”

Sono convinto che il benessere ricordato e altre tecniche di autocura potrebbero rivelarsi il trattamento ideale per la stragrande maggioranza dei disturbi riscontrati dalle visite mediche (60- 90%).” Questo consentirebbe di “riservare gli interventi medici a quei casi che lo richiedono davvero”, con enormi vantaggi economici e, ovviamente, per la salute delle persone.

dovrebbe diventare un’abitudine. … l’alimentazione, l’esercizio fisico, il controllo dello stress e altre sane abitudini sono fondamentali. Dovrebbero diventare parte della routine quotidiana, favorendo così la prevenzione di molte malattie. Se e quando dovesse manifestarsi una malattia, non importa quale, autocura e benessere ricordato avrebbero comunque effetti positivi.”

Autocura include “asserzioni positive, la visualizzazione, il senso dell’umorismo, le distrazioni e il lasciarsi andare … l’impegno e le cerimonie religiose, la musica, l’amicizia e la socializzazione, il contatto fisico con altre persone, la preghiera, il volontariato. Dedicandovi a tali attività, vi sentirete meglio e diventerete più sani.”

Fattore decisamente importante rispetto alle consuetudini che vanno per la maggiore di delegare a pillole e trattamenti vari il compito di guarire, autocura significa anche “l’assunzione di responsabilità che vi è richiesta: dovete abbandonare il ruolo del malato che subisce e diventare parte attiva del processo di guarigione, una metamorfosi non sempre ben vista dalla medicina ufficiale.”

Elemento particolarmente sviluppato nel libro è “lo sviluppo interiore di credenze che promuovono la guarigione.” dato che “Risulta sempre più evidente che il modo in cui percepiamo noi stessi e il modo in cui affrontiamo la vita ogni giorno influenzano significativamente le cellule di cui è composto il nostro organismo.”

E tuttavia, purtroppo,“gran parte delle informazioni con cui nutriamo il nostro cervello sono segnate dal pessimismo, dalla violenza e da un senso costante di allarme, e poiché la nostra mente è abituata a indugiare su tali aspetti, il nostro corpo subisce di continuo gli attacchi dell’effetto nocebo e del pensiero negativo.”, altrettanto potenti delle convinzioni positive.

Pensiamo all’immenso ambito delle patologie croniche e al modo in cui la medicina collettivamente più diffusa se ne occupa. Quanto spesso sentiamo le persone, inclusi noi stessi, parlare dei propri problemi con un senso di possesso: la MIA artrosi, il MIO mal di testa, il MIO trauma, e così via. “Alimentato da immagini di invalidità e disperazione, il corpo è spinto ad accettare questi limiti come insuperabili e a reagire con una menomazione. Questo è l’effetto nocebo. Se, invece, assorbe immagini di attività e di mobilità, il corpo riconfigura, nel vero senso della parola, la visione che ha di se stesso. Questo è il benessere ricordato.”

A volte sembra che sia altrettanto naturale per il nostro corpo guarirci, quanto per la nostra volontà impedirglielo. La prospettiva di “non fare nulla” ci pare spaventosa. … la medicina moderna corre il rischio di vanificare i “naturali processi di autorigenerazione del corpo” con i suoi intempestivi interventi a base di farmaci e tecnologie moderne”. La nostra società attribuisce alla MALATTIA un’importanza e una centralità che vanno oltre il dovuto. … Spesso diventiamo allarmisti solo a causa del fatto che l’informazione attira la nostra attenzione sulle malattie e altri rischi per la salute. … Non ci preoccupiamo di diffondere l’idea che le peggiori disgrazie della vita sono l’odio e il tradimento delle proprie convinzioni morali.

Paura e preoccupazione possono provocare l’insorgere di sintomi fisici, mentre invece “quando si continua la propria esistenza, prestando tutta la propria attenzione alle persone e alle situazioni in cui ci si imbatte e non lasciandosi sprofondare nel pantano dei propri problemi, il corpo viene incoraggiato a dimenticare la malattia e il dolore, e a ricordare la forza e la vitalità associate all’esperienza di una vita piena”.

Questo è un altro elemento essenziale: nemmeno l’autocura deve diventare un’ossessione, ma “Traete semplicemente il maggior godimento possibile da quello che state facendo.”

Un invito a vivere coltivando armonia e gioia, ciascuno secondo la propria propensione e sensibilità.

Un libro complesso, immensamente ricco, estremamente attuale: LEGGETELO!!!

Qui si può apprendere direttamente da Benson (in inglese) la sua semplicissima ed efficace tecnica di autorilassamento:

https://www.youtube.com/watch?v=nBCsFuoFRp8&ab_channel=MassDPH

Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia nel 1979 ho incominciato ad approfondire la relazione tra la mente e il corpo sia attraverso la medicina psicosomatica che il mondo  della medicina non convenzionale. Un pensiero che riconosco portante negli anni è stato muoversi verso quelle che ho sentito le radici della vita, alla riscoperta del potere insito nella nostra natura, creatrice di per sé di salute e di senso dell’esistenza. Non focalizzarsi sulla “malattia” ma sulla Vita è determinante.  La “guarigione” può essere un processo creativo ed espansivo di conoscenza di sé e del mondo, un percorso sacro alla scoperta dell’armonia, della bellezza e del proprio posto nel mondo. Mi è piaciuto molto insegnare questo modo di vedere con i suoi aspetti scientifici nei corsi di massaggio di riflessologia plantare antistress e sulla felicità. Cessata per motivi familiari l’attività di medico nel dicembre 2020, continuo a fare ciò che amo: esplorare, conoscere e contribuire in diversi modi alla vita del nostro pianeta.

Tiziana Mazzotta

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